vevera

-La Vevera vissuta dalla riva-

testo by Albeto Bianchi, paddler: Anselmo,Armando,Claudio

Anselmo ha ospiti, Armando del gruppo di Foligno è in zona per vacanza e

vorrebbe far canoa, Claudio è giorni che manda SMS per far la Vevera, vabbè

vado a vedere il livello.

L’acqua c’è: non troppa da farsi male, non poca da ravanare troppo.

Carico la canoa e puntualissimo mi presento all’appuntamento,ma ho i piedi

freddi, l’ho appena scesa, chi me lo fa fà, faccio le foto e istruisco il

gruppo visto che è la prima volta che la Vevera viene scesa senza Stefano

del CCN, l’apritore ufficiale.

Camminata per vedere i passaggi, una corda dal sentiero per l’appoggio

morale sul saltone e li accompagno all’imbarco.

Li guardo scendere, faccio le foto, nessun rimpianto mi sto divertendo come

se fossi in acqua con loro.

Al passaggio fetente Claudio apre, scandela, si ribalta, finisce nel

castorama è a bagno ma recupera i pezzi da solo, parte Anselmo esegue un

boof da ernia ma atterra indenne, Armando centra la parete, sfonda il

puntapiedi, atterra con la punta a monte e si ribalta.

Non c’è niente da fare il saltone vuole sempre qualche vittima.

La Vevera è divertente, l’adrenalina non manca,la gola è particolare essendo

di calcare a strati raro dalle nostre parti; è veramente un peccato che gli

abitanti del posto la considerino unicamente come la loro discarica

personale, sic!

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