Il mio primo surf nell’onda

Il mio primo surf nell’onda !

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Federica Friz

 

E’ da due anni che conosco l’onda di Turbigo. L’anno scorso avevo provato a buttarmici dentro 2 volte, una con la canoa lunga, una con la tavola da surf. Non ci avevo capito molto e soprattutto non ero riuscita a restarci dentro se non per qualche secondo, e solo perché marcello si buttava dentro con me e con la sua canoa cozzava contro la mia per rimettermela dritta quando iniziava a girarsi. Poi ero convinta che quest’anno non sarei riuscita a fare nulla. Ho visto gente girare in buchi di notte oppure in buchi con sifoni a 20m pur di riuscire a canoare in un’onda. E così non esistendo un’onda martedi scorso ci siam fatti un bel giro in bici col KTT, passando anche davanti all’onda… tutti abbiamo scrutato, osservato e dedotto la probabile possibilità di surfarla. E ieri, noi eravamo li’! J

Io e Daniele arriviamo che tutti sono già lì, in fila, belli allineati, con i sorrisi stampati in faccia per l’ebbrezza della surfata. Sembrano proprio disciplinati. Mi dicono: “buttati dall’alto perché c’è corrente forte e pagaia come una matta verso di noi” (altra sponda). Io li osservo, poi penso di traghettare da una parte all’altra dell’onda senza buttarmi dall’alto, e come al solito, con i bei modi educati e senza fronzoli del KTT mi sento dire : “ma cheeee! Non c’è la fai! Dai buttati dal muretto” – “come?” dico io – risposta facile in puro tipico stile KTT “non preoccuparti, tu buttati”. Non preoccuparti? Ma come? Se ci saran 3m di muretto con l’acqua alta 50cm… e se arrivo in acqua a testa in giù? Col cavolo che mi butto. C’ho paura! Non lo faccio nemmeno dal muretto di 30cm per imbarcarmi per le classiche risalite! Eppure ho voglia di provare a surfare! Mi faccio spiegare un paio di cosucce da Roby che era ancora fuori dall’acqua, non capisco se devo tenere il busto a destra o a sinistra, come devo atterrare, con che angolo e che devo fare. Lui va…. Io resto li’! Chiamo Daniele (che stava attendendo non si sa cosa, come me). Gli dico: “tu spingimi in acqua”. Lui mi dice “dimmi quando spingerti” e io “tu spingi” e lui “si, dimmi quando”, e io: “ma se ti ho appena detto di spingere!” “ah, quando?” “prima, allora spingi ora” con una perfetta dissintonia mi ritrovo in acqua a testa in su J pagaio sentendo le urla “pagaiaaaaaa” tanto per cambiare. Arrivo alla corda. Ok, ora tocca a me J Mi faccio spiegare due cose e mi butto in onda, la tengo, la tengooooo evvivaaaaaaa ho il cuore a mille, pagaio più veloce dell’acqua in puro stile cartone animato, il cuore è a centomila, yeppaaaaaaa che figataaaaaaaa evvivaaaaaaaa J poi mi lascio portare dietro, son morta, ho il fiatone. Ma che bello J Provo altre 5 o 6 volte, riuscendo a entrare in onda tranne una volta, ma non mi cappotto mai e imparo a pagaiare poco. E’ una sensazione strana, mi sentivo di saper già surfare nell’onda, come una capacità che riaffiora, che cosa strana. Faccio un po’ di zig-zag e negli ultimi tentativi nell’onda capisco anche dove sono e cosa faccio. Guardo avanti e vedo questa massa d’acqua che scivola sotto di me, yuhuuuu che bello, sembra proprio di cavalcarla. Faccio zig zag e riesco anche a guardare dove si trova il ricciolo. Butto il mio corpo avanti e scendo, yuhuuuuuuuu che figataaaaaaaa J Nell’ultimo tentativo riesco anche a timonare, fino all’altra riva.

Mi sento contenta e soddisfatta dell’intera giornata con un’esperienza come questa, nuova, divertente, adrenalinica in corpo J Ho proprio voglia di ripeterla J Grazie a tutti gli amici del KTT che mi han permesso di vivere questa esperienza e a tutti quelli che han condiviso i miei urli di felicità 🙂

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