VAL SESIA BY SILVIA

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Sabato scorso mi è capitato uno dei pochi sabati liberi da quando lavoro quindi ho subito cercato di convincere Hugo a portarmi sul Sesia. All’inizio mi sembrava convito, poi arrivato il sabato mattina, ha tirato fuori un sacco di scuse: non ho le chiavi del club, dobbiamo allungare la strada per prenderle, devo andare a fare la spesa bla bla bla… insomma, ho dovuto convincerlo con uno dei tipici mezzi di persuasione femminile (il ricatto).

Messi i borsoni in macchina, decidiamo di passare a prendere le chiavi da Roberto… partiamo con un’atmosfera un pochino tesa e, ad aggravare la cosa, più o meno a Casorezzo mi passa un pensiero per la testa:”Caspita (non era proprio caspita la parola utilizzata), non ho preso i sacchi a pelo!!!”. Ops, Hugo senza dire niente fa inversione e torniamo a casa a prendere i sacchi a pelo… Una volta ripartiti cerchiamo di prendercela con calma… ormai quando arriviamo, arriviamo e l’attrezzatura la prendiamo al Monrosa.

Da annoverare durante il viaggio solo il fatto che Hugo abbia cercato di convincermi che a Serravalle Sesia ci fosse il celeberrimo outlet… eppure a me sembrava di aver fatto la Milano-Serravalle l’ultima volta che ci sono andata… mah…

Una volta arrivati al Monrosa, abbiamo un leggero languorino… peccato che sia rimasto solo un panino con salame e formaggio che io cedo a Hugo, per me rimangono tre possibilità: piadina al salame, piadina al formaggio o piadina al salame e formaggio. Vada per la terza opzione!

Subito dopo Hugo procede con il sottopormi all’esame CAMPEGGIO LIVELLO I:”Se domani mattina non vogliamo troppa luce, dove dobbiamo montare la tenda? Cioè secondo te dov’è nord e dov’è est?”

E io:”Uhmmm… uhmmm, dunque il nord secondo me è di là… il muschio su quell’albero è palesemente sbagliato..” Ok, Natura 1 – Silvia 0 … forse il muschio è giusto.  Comunque con tantissimo sforzo fisico e intellettivo monto la 2 seconds, ci rilassiamo un po’ e poi prendiamo l’attrezzatura per fare il fiume. Siccome nessuna buon anima dotata di furgone e carrello ha voluto portarci le canoe all’imbarco, Hugo ha dovuto fare la spola varie volte… vabeh… ci attrezzeremo con questo benedetto portapacchi!

Pronti e via, ci imbarchiamo, facciamo qualche decina di metri e Hugo mi fa andare in morta, mi grida “aspettami lì” e sparisce. L’acqua è fresca, non fa caldissimo, gli uccellini cantano… che bel posto, sì, ma dov’è finito Hugo?? Però non mi muovo, ha detto di aspettare e aspetto. Intanto passano due gommoni di gente che fa rafting e gli istruttori mi sfottono un po’… fa niente, anche perché uno dei due mi dice che si vede un canoista risalire. Hugo però ha brutte notizie: il tratto più giù sembra essere troppo impegnativo per me… Uffi uffi… comunque ci tengo a non farmi male quindi seguo il suo consiglio di risalire e fare esercizi. Dopo esserci scaldati un po’ mi propone di andare sotto la rapida di Balmuccia traghettando, entrare in corrente e prendere la morta subito dopo. Scatta la scommessa: se ci riesco per due volte senza andare a bagno, mi porta nel tratto sottostante (quello che gli sembrava troppo difficile). So già che se me lo sta proponendo è perché è certo che io non ce la faccia, ma ho la testa dura e poi… tanto prima o poi un bel bagno me lo dovrò fare, no?

Prima volta: “Non sei entrata bene in corrente, rifai”

Seconda volta: “Brava, ci sei riuscita”

Terza volta: ”La panciaaaaaaa”. E vado a bagno. Stappo, ribalto la canoa e infilo la pagaia. Dopodichè nuoto attaccata alla canoa di Hugo fino alla prima morta in cui possiamo svuotare la mia. Scommessa persa… ma non mi abbatto, torniamo indietro (tra l’altro, che fatica! Nel frattempo la corrente era aumentata) e  lo rifaccio un po’ di volte andando naturalmente ancora a bagno… però ci ho preso gusto! Se non altro ho consolidato le procedure di recupero!

Ci provo ancora e ancora. Poi sopraggiunge la stanchezza, meglio sbarcare. Dopo esserci cambiati, proviamo a caricare in auto entrambe le canoe e l’attrezzatura per fare un viaggio solo… con un po’ di organizzazione e pazienza, ci sta tutto! Anche la sottoscritta! Evvai, ce ne torniamo al Monrosa stupiti che siano già le otto e mezza di sera e con lo stomaco che brontola un po’.

Troviamo un gruppo di Tedeschi seduti vicino (un po’ troppo vicino) alla nostra tenda che sta grigliando delle tristi zucchine… che seccatura: tutto il fumo va verso la 2 seconds! Il tempo di guardarli con sguardo truce e spengono la griglia. Noi ci cambiamo e usciamo a mangiare: un’altra piadina salame e formaggio non l’avrei sopportata!!!

La mattina ce ne torniamo a casa e io penso per metà del viaggio:”La prossima volta faccio anche il tratto sotto!!!”

Silvia

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