DEVIL’SLIDE Sorba valsesia Italy

DEVIL’SLIDE

Era il 1991 quando sentii parlare per la prima volta di  questo mitico salto del Sorba , era stato aperto da Shaun Baker con un kayak topolino, Shaun lo aveva fatto per la pubblicità della sector che diceva – SECTOR no limits – Poi disceso da Roberto Chilosi con una canoa da 3mt lunghissima per quel passaggio,  lo avevo visto tante volte facendo canyoning e mi son sempre chiesto che coraggio avessero avuto nel buttarsi giù di li.

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Domenica mattina mi alzo tardi, il sabato dopo la gara  Dell’ Alpin sprint avevamo fatto un pò di baldoria  fino alle due di mattina

Accendo il telefono e subito  ricevo la chiamata di Andreino che mi dice sono sul Sorba vieni?

stiamo guardando Devil’slide !  Occavolo

Non so chi abbia dato questo nome al passaggio ma direi che gli si addice.

Sono in ritardo lui è gia li con Gabriele e Paolo, arrivo e si stanno già cambiando contornati da una schiera di fotografi e cameraman,  si si proprio una schiera , c’era il Nonno la Fede il Maina la Flavia, il Campeones.

Sono ancora un po assonnato ma li vedo cosi decisi che mi cambio anche io come se andassi a fare il tratto di gara, prendo la canoa e scendo verso l’imbarco e qui, realizzo , cavolo sto andando fare il passaggio ritenuto il più difficile e pericoloso della Val Sesia e per di più con un livello alto e son cosi tranquillo.

I contrasti di colori che ha la gola del sorba con il sole sono unici , pace e tranquillità rotti solo dal fragore delle cascate, la partenza è immediata va disceso prima il salto ad angolo di 8 metri circa con un forte ritorno sotto, e poi si arriva al lago del Devil’s

Ispeziono il salto e mi imbarco dietro Andre, lo vedo solo fare due pagaiate e poi sparire nel bianco

lo seguo, taglio a destra il salto, impatto forte e eskimo sotto, qui la sveglia è immediata ora l’adrenalina è in circolo.

Aspettiamo nel lago Gabriele e Paolo  dopodiche, andiamo ad ispezionare il passaggio.

Lo guardo dall’ alto ho paura a sporgermi vedo subito la nicchia pericolosa dove Marco Guidi due anni prima si era incastrato, era stato costretto ad abbandonare la canoa, lui ne era uscito senza conseguenze mentre la  canoa  era rimasta li qualche giorno incastrata, non riesco a vedere il bacino a meta che forma un buco con forte ritorno.

Inizia un pò di agitazione, chi mi conosce bene, sa che quando decido di fare un passaggio non perdo troppo tempo a pensarci perché, mi causa incertezza.(mi scuso con i miei compagni)  Mi imbarco controllo il paraspruzzi entro in acqua e qui mi passa tutto ora son pronto.

 

Parto con pagaiate decise, imbocco a destra l’ingresso, prendo una velocità impressionante cerco di salire sul cuscino enorme  a parabolica che c’è a destra e in un tempo pari ad un battito di ciglia mi ritrovo a testa sotto nel bacino a metà, in quell’ istante prego di non rimanere nel ritorno, eskimo e mi ritrovo perfettamente dritto nel passaggio con la nicchia , tocco violentemente con la punta e entro nel lago.

 

Ma daiiii son già qui, forse saranno  passati 20 secondi in tutto, un urlo di gioia o di scarico mi esce incontrollato, ora guardo in alto e vedo dove sono passato, Spettacolare!!!

Aspetto i miei compagni è la volta di Andrea lo vedo imboccare il passaggio e poi lo rivedo all’ uscita

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Perfetto, senza nemmeno un incertezza, son felicissimo, mi sentivo solo nel lago li sotto, poi parte  Paolo e Gabriele  tutti e due vengono fermati dal buco ma ne escono perfettamente con precisione tecnica .

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Che dire non ho parole posso solo ringraziare i miei compagni di sempre Gabriele e Andrea con loro c’è sintonia come in nessun altro sport può crescere,  l’esperienza di Paolo che mette sicurezza e poi grazie alla determinazione di Andrea, senza di lui probabilmente non lo avrei mai fatto.

E un grazie ai fotografi senza di loro non avremmo avuto ne video ne foto .

Marcello Parmigiani

Dragorossi 88 kayaks   GravitaZero equipments

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Presto il video  Foto di Flavia Colombo

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