TRESA

TRESA CON SORPRESA

 

È una tiepida domenica di novembre, e come d’accordo ci troviamo dopo pranzo al KTT per andare a fare un’uscita in canoa sul Tresa; il gruppetto è formato da Alberto, Bat, Gianluca, Andrea ed io.

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Carichiamo canoe, pagaie, paraspruzzi, ecc… e via che si parte perché in questa stagione le giornate sono corte e per arrivare a destinazione ci vuole un’oretta abbondante.

L’unico ad aver fatto il Tresa è Alberto, per gli altri quattro è la prima volta, neanche il veterano Bat l’ha mai fatto.

Nonostante tutto sono tranquillo, nella mia mente c’è un pensiero fisso: “se mi ci portano vuol dire che è una cosa tranquilla o quasi… in fin dei conti sono solo 2 mesi che vado in canoa!”

Il viaggio fila liscio, un po rallentati dal traffico della domenica, ma facendo 4 chiacchiere passa in fretta.

Intorno alle 15 avvistiamo il Tresa, lo osserviamo dalla macchina, il livello è buono e sembra abbastanza tranquillo; Gianluca è un po sconsolato ma Alberto lo rincuora dicendogli che il passaggio “bello” è più avanti; dopo qualche minuto arriviamo al famoso passaggio, ci fermiamo e lo studiamo da fuori… “apperò… alla faccia del passaggino!”… il mio sguardo si incrocia con quello di Andrea, e non c’è bisogno di dire niente.

Risaliamo in macchina e andiamo a cercare il punto di sbarco, passano 2 o 3 minuti, trovato, perfetto cambiamoci! Un flash nella mia mente…  la mia borsa nella mia macchina… a Turbigo!!! Le imprecazioni fioccano come non mai, ma nel giro di un minuto i miei generosi compagni di avventura fanno uscire dal cilindro tutto ciò che mi serve a parte le scarpe, vabeh uso le mie, torno a casa a piedi scalzi!

Rimontiamo in macchina e andiamo alla ricerca dell’imbarco; ci fermiamo di fianco ad una casetta azzurra a riguardare il “passaggino” per capire come farlo… Andrea ed io siamo sempre più convinti che un bel bagnetto non ce lo toglie nessuno… ascoltiamo i consigli dei nostri mentori “passa di li, a mezzo metro dal masso”, “tieni la punta dritta”, “pagaia duro”, “una volta giù punta a destra”, “tranquilli fa tutto la corrente!!!”… nella mia mente ci sono due pensieri contrastanti:  “che figata!!!” e “chi me l’ha fatto fare?!?!?!?”. Rimontiamo in macchina e andiamo ad imbarcarci, sono le 4, non ci rimane molta luce. Il tratto prima del “passaggino” fila via liscio, vediamo la casetta azzurra, ci siamo, la tensione sale, entro in morta per prendere fiato, mi giro giusto in tempo per vedere Andrea sparire in mezzo alle onde della rapida, devo andare, tengo lo sguardo fisso nel punto in cui l’ho visto sparire e pagaio duro. Nel giro di un secondo sono in mezzo alle onde non ci capisco nulla mi sbattono in ogni direzione, continuo a pagaiare, a volte anche nell’aria, ma sto su, non mollo. Con la coda dell’occhio sinistro vedo Andrea che ha deciso di farsi un bagno e con la coda dell’occhio destro vedo una sottospecie di morta tra un masso e un tronco e penso “è mia, ci devo andare”… pagaio duro e ci arrivo, mi aggrappo letteralmente al tronco… riprendo a respirare. Vedo Alberto che con una tranquillità disarmante mi raggiunge: “tutto bene?!?!? Quando sei pronto ripartiamo!”, si esatto, “ripartiamo” perché non è finito lì il “passaggino”! Riprendo fiato e via, di nuovo in mezzo al caos, la sensazione è che sia peggio di prima, probabilmente per la stanchezza, cerco di stare su ma non ce la faccio… ora tocca a me… cosa c’è di meglio di un bel bagno in mezzo ai sassi!?!?!? Mi aggrappo a canoa e pagaia e nuoto verso riva. Mi risveglia dall’incoscienza una pacca sulla spalla, “Grande ragazzo!” è Alberto che è venuto a recuperarmi.  Svuotiamo la canoa, aspettiamo che Gianluca e Bat recuperino Andrea e si riparte, il peggio è andato! Si il peggio, ma non tutto! C’è ancora un “passaggino” movimentato, ma ne usciamo indenni. Ci siamo, ecco lo sbarco, lo osservo, ma non osservo il tronco che spunta dal pelo dell’acqua, preso, bagno! Vabeh amen, gli ultimi 10 metri li faccio a nuoto!

Alla fine Andrea ed io riceviamo i complimenti di tutti, e anche qualche consiglio che non fa mai male!!!

Per noi due è stato un gran bel battesimo o sverginata, come preferite, ma una cosa è certa, ne è valsa la pena!

Grazie ancora ai nostri mentori per la pazienza e la disponibilità, e grazie sempre e comunque al KTT che ci permette di fare tutto ciò!

 

Alla prossima,

 

Stefano

 

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