SESIA 2 E 3 APRILE 2016

REPORT – LA NICO        FOTO- MARCELLO

Caro diario,
il leitmotiv del weekend appena trascorso è FOLLIA.

Prima fra tutti, la follia della dannata “Fritzsenzattì”, che sarebbe anche simpatica se non avesse la mania di tentare di annegarmi (notevole il suo tentativo in piscina, lo scorso febbraio) o di smerigliarmi i maroni con le sue – appunto – follie. Tipo quella che l’ha colta venerdì pomeriggio e che ha costretto la povera me e tutti i partecipanti del gruppo whatsapp a leggere una quarantina di messaggi (giuro, diario, puoi controllare) del tipo “chi viene in Valsesia nel weekend? Allora, in ORDINE ALFABETICO: Andrea non pervenuto, quindi no” (Diario, ti rendi conto??? ‘sto povero cristo manco si è neanche accorto di essere stato inserito nel gruppo, non ha mai risposto… E LEI L’HA SCHEDATO LO STESSO!); “Albert, sabato sì domenica no; Cippalippa, sabato forse, domenica no, però se gli si sgonfia l’alluce del piede sinistro potrebbe passare a salutare. Se invece non gli si sgonfia va da un podologo che gli ho consigliato giovedì alla risalita; Superpippo, sabato sì, però prima va a tagliarsi i capelli e poi a comprare due azalee da piantare in giardino, quindi arriva tardi; domenica sì, ma fa il Sermenza con una pagaia di spugna e una canoa di cotone, quindi dice di non aspettarlo, però forse… … …”
Tutto così, per ore!!! CAAAAAAAAZZZZZZZZZOOO!!!!!
Inutili sia minacce che insulti della peggior specie: la Friz è perseverante.
(Nel suo delirio, non c’è stato verso di capire né se né chi dovessi raccogliere per la strada, salendo in valle, quindi forse c’è ancora qualche paperello affamato, disidratato e depresso che vaga per il posteggio del punto blu di Novara est.)

Secondo, ma solo in ordine temporale, il mio dio Sesia, che dice di essere a 65/68 quando in realtà è minimo 110! (Diario, dici che è diventato follemente analfabeta per via della vicinanza con Biella??)
Morale, ci aspettavamo tutti un Sesia dal carattere docile e permissivo e invece Lui si è manifestato in tutta la sua possente magnificenza: grasso, esuberante e con lo sguardo lievemente sociopatico, che non capisci se vuol giocare con te o ucciderti. (Lo adoro quando fa così! Bel tenebroso mio!)
La sua parte giocosa ha permesso a Isabella di fare il suo PRIMO ESKIMO IN CORRENTE (!!!! GRANDISSIMA!!!) mentre il lato tenebroso ha bastonato senza pietà quasi tutti gli altri. (Li vuoi in ordine alfabetico, così facciamo contenta la pazza? Gange 1 bagno, Leo 4, Nico 1 -con relativa figura di merda che ha del mistico – … non ricordo tutte le nuotate, so solo che la discesa è stata una continua rincorsa a materiale e paperi, ma che ci vuoi fare? Quando il Sesia è così, non ci si ragiona).

Poi c’è il mitico Marcio, che porta la sua unica erede (vistosamente scocciata) in bitopo, sul sociopatico di cui sopra, noncurante del fatto che se per somma sfiga fossero andati a bagno li avremmo ritrovati nelle risaie sotto Novara.

…e il Gange, che si palesa con un micro-barchino di un metro e, nonostante sia un maghetto, finisce per fare un numero da circo in un buchetto a 300m dallo sbarco.

…e il Leo, che essendo passato indenne dal Ticino alla Trancia, ora crede di essere la risposta italiana a Rush Sturgess. Fortuna che il dio Sesia vede e sente tutto e l’ha… prontamente educato.

… e Cristina (a differenza della Friz, pazza non molesta) che, oltre a farci il recupero e aspettarci per ore, ci accoglie allo sbarco con fragole e panna!!!! Malattia mentale SPETTACOLARE, la sua!!

…e Albert, che battezza la sua barca “Slice of Life”, come DEXTER! (visto che si sta parlando di follia, come tralasciare il mio adorabile serial killer?)

E domenica la follia non è da meno.
Con un diverso ma altrettanto folle gruppo di canoisti ((Nonno, Ugo, Violo, Pecchio, Pante, Giorgione, Gianluca e Manes – tutti giusto un cicinìn più bravi di me), mi dirigo verso il mio unico vero amore: il Mastallone. Non lo vado a trovare da anni e, a quanto capisco immediatamente, la lontananza non ha affievolito il sentimento reciproco.
Livello perfetto, morbido e godibile… tanto morbido che per la prima volta arriviamo nel laghetto che precede il Frullatore in canoa (le altre volte la rapidella era talmente sporca(Nonno, Ugo, Violo, Pecchio, Pante, Giorgione, Gianluca, Manes) da richiedere un trasbordino).
Poi lo vedo. Lui vede me. So che mi vuol frullare, come ai vecchi tempi, e la cosa mi fa battere forte forte il cuore.
Sbarco e guardo come e dove scendono i soci. Apre Violo ma non lo vedo perché sono indaffarata in altro, ma noto che Nonno, Ugo e Giorgione neanche si bagnano la faccia – anzi, Giorgione
neanche pagaia! Parte un porchino di ammirazione mista a invidia. Porca.

Poi è la volta del Pantegana che, sorridente, sentenzia: “adesso faccio i numeri” e in effetti… dà spettacolo!!! Considera che di solito il Frullatore si fa in una manciata di secondi, tanto è una fucilata! Be’, il Pante ci avrà messo… 5 minuti! Non sapevo se ridere o spaventarmi nel vederlo “giocare” nei buchi in quel modo!
Indovina quale emozione ha vinto…
Nico-pensiero: “Ahia… Se il Pante fa ‘sti numeri, tu anneghi! Trasborda, va là, che l’è mèj!”.
Segnalo ai soci la volontà di vivere ma vengo bloccata dal Nonno, con un’occhiata e un movimento. Uno solo. La sua testa si muove da sinistra a destra mentre il suo indice… indica.
Ora. Sarà che è un allenatore carismatico, sarà che è uno Scorpione mezzo metro più alto di me, sarà che temo molto di più il suo disprezzo del danno neurale che di solito mi fa la rapida, ma mi accorgo di essere incapace di fanculizzarlo in scioltezza come faccio con tutti gli altri, quindi lascio che la dose extra di adrenalina entri in circolo e chino la testa verso il mio elettrizzante destino. Iper-iper-iperventilo, mi spruzzo l’acqua in faccia e in gola (salivazione kaputt) impugno la pagaia con mani tremanti e parto.
Ebbene. Se normalmente il Frullatore mi gira e tritura al primissimo metro, stavolta il bastardo aspetta che mi si formuli il pensiero “vai che stavolta la sfango!”, alla “s”, poi mi gira e tritura. Da qui, il copione torna a essere identico al solito: trattengo la pagaia con tutte le mie forze, mi faccio trascinare per un po’ e, nel laghetto, eskimo. (Standing ovation degli astanti, già convinti di dovermi recuperare anche le orecchie. YEAH)
Poi tocca a Manes, che viene castigato brutalmente ma lava l’onta rifacendo subito la rapida, seguito dal Pante che… riduce il numero di acrobazie, ma non le azzera.

Da lì in poi è un susseguirsi di rapide una più bella dell’altra, manovriere e -una in particolare- potenti. Che meraviglia! (E che barca fantastica è la mia Mystic – devo dirlo!!!)
Poi il trasbordo e il reimbarco nelle gole, dove qualcuno chiede “com’è IL buco?” e qualcun altro risponde “non c’è più, è un’onda adesso”. Io mi rilasso, entro in gola a bigolo molle e mi faccio mischiare le ossa dal buco. Che è ancora lì, famelico, sia lui che il suo amico a monte. Mi sparo le gole a nuoto, è vero, ma col sorriso in faccia: sono felice, soddisfatta, in pace con l’universo.
Lascio che i miei amorevoli soci si godano il resto del fiume, mentre io mi godo le endorfine. Che goduria, ragàss!!!

Ciliegina sulla torta: l’incontro, davanti alla canonica birretta, col biellese più folle della provincia, che legge un mio sms “ci troviamo alle 11, massimo 11.30” ma registra “12.30, massimo 13”, perdendosi il Mastallone più bello del decennio. Che pirla d’un biellese!
Ma questa è un’altra storia.

Piis en lòv a tutti – un po’ meno alla Friz 😀

 

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