Corso giugno 2019 secondo weekend

Eccovi le altre foto tanto attese del bellissimo corso di giugno, qui sotto potete leggere gli scritti dei nostri magnifici allievi ormai canoisti del Kayak Team Turbigo

Marcello

by CHIARA

É da un anno che avevo questo desiderio di provare ad andare in kayak… Ma non mi aspettavo assolutamente di divertirmi così tanto!! Sono stati due weekend molto intensi, poi il corpo ne ha risentito tra lividi e braccia rotte, ma ne è valsa la pena! Sono riuscita ad imparare tante cose (soprattutto a non cadere😝) e mi sono sentita sicura perché avevo a fianco istruttori che mi facevano sentire al sicuro (a parte Ugo😜). Allo stesso tempo il clima è sempre stato molto gioioso, divertente.. Si respirava un clima famigliare, come se ci conoscessimo da una vita e non mi accorgevo neanche che il tempo passasse. Sono proprio contenta, siete una bella squadra 😊

by Silvia

Buttare giù qualche riga su come sia andato questo corso mi sembra più difficile di tutto quello che ho imparato in quattro lezioni, non sottovalutatelo! Anche infilare il paraspruzzi sarà un’impresa eroica!

Non mi sento di elencare gli aspetti oggettivi che si possono sperimentare in prima persona, in due weekend ho imparato molto di più!Mi sono affidata a queste creature mitologiche per metà umane e per metà canoe che, con il supporto, le risate e i consigli hanno fatto magie! Tanto per cominciare, io non mi fido mai di nessuno per natura, quindi sono stati epici già solo conquistandomi. Con loro al mio fianco sto riuscendo (si, sto continuando gli allenamenti! =)) ad abbattere le stupide paure fomentate per anni da parenti apprensivi e per nulla amanti dell’acqua. Potrei elencare mille cose stupende che mi frullano nello stomaco ma diventerebbe un monologo strappalacrime degno di un programma della De Filippi. Quindi… Se non sapete dove sia il nervo sciatico…E se pensate che le Maldive si trovino nell’Oceano Indiano…O che una Zulu faccia parte di una tribù africana…Nel dubbio pagaiate!

by Alessio

Attenzione! può creare dipendenza!
Grazie ktt per avermi passato una dipendenza sana!
Ho fatto il corso spinto dalla voglia di sentirmi a stretto contatto con la natura, ed ora mi ritrovo a voler pagaiare in continuazione!!Ogni volta che passo da un ponte o vedo un canale con sponde alte mi immagino come sarebbe fare un imbarco svizzero da lì!!!
il kayak ti permette di vedere tutto da un’altra prospettiva,posti magari già percorsi camminando sembrano ancora più affascinanti visti dall’acqua!
Il tutto messo in sicurezza da istruttori più che competenti,
anzi dei veri professionisti che sanno anche farti divertire!

Alessio

by Riccardo

Aprile 2018 tornando a casa Laura, in macchina con me, Francesca e Nughi esclama: “Voglio fare un corso di Kayak”.
L’idea mi colpisce ma impegni vari e una nuova mtb mi fanno desistere dall’informarmi maggiormente.
Il tempo passa e quel piccolo tarlo nel cervello cresce, tanto che a dicembre mando una mail alla scuola più vicina a me, il KTT Kayak Team Turbigo, mi rispondono piuttosto celermente nonostante il periodo dell’anno.

È fatta io e Francesca siamo iscritti.
Un paio di settimane prima del corso ci danno dei consigli su cosa portare e fortunatamente non c’è da comprare nulla o quasi.
Il giorno atteso è arrivato io , Francesca , Laura e “Nughi” ci presentiamo in sede a Turbigo.
L’edificio non ha tornelli con chip ne armadi degli spogliatoi abbinati alle piastrelle come nelle più costose palestre ma si rivelerà logisticamente ideale come base di partenza per le uscite del corso.
Dopo una veloce iscrizione, lasciamo le nostre borse e ci viene consegnato il nostro nuovo mezzo, corredato di tutto il necessario casco, paraspruzzi, giubbotto salvagente e ovviamente la pagaia. Noto che parte del materiale è nuovo e la pagaia ha addirittura il tubolare in carbonio, mi
aspettavo residui degli anni ’70 e pagaie recuperate da un villaggio turistico.
Sempre in sede vengo invitato a salire sul mio nuovo kayak Dragorossi 88, il primo impatto è quasi claustrofobico, penso subito di dover modificare le regolazioni di sedile e puntapiedi ma un istruttore mi consigliano di non farlo, mi fido, se sono quì è perchè voglio imparare e forse
loro ne sanno “qualcosina” in pìù di mè.
Pronti via è già ora di caricare la canoa sul camion, prendere tutto il nostro materiale e spostarci in auto di pochi chilometri per incontrare un posticino tranquillo con acqua poco mossa per iniziare la giornata.
Dopo un breve Breafing vestiti di tutto punto trasportiamo il kayak a riva, nonostante io non sia un fuscello mi chiedo come con la diffusione di carbonio e compositi vari una canoa possa pesare ancora così tanto nel 2019. Il nuovo abbigliamento non aiuta a sentirsi a proprio agio ma
fa parte del gioco, è tutto nuovo.
Paraspruzzi collegato ed entriamo in acqua, “Hey ma questo coso non è come le canoe che noleggiano al lago, sembra quasi di cavalcare una sfera” ho quasi difficoltà ad fare 10 metri in linea retta.
Ecco la prima prova della giornata, dopo la spiegazione a turno un istruttore ci fa cadere lateralmente in acqua, noi sottosopra dobbiamo togliere il paraspruzzi, sfilarci dal kayak e uscire. Sembra più difficile di quello che è infatti avviene tutto naturalmente e l’operazione
tranquillizza tutti, sopravviveranno al corso.
Qualche dritta su come si pagaia comincia a farmi sentire un pò più padrone del mezzo ma è subito ora di un’altra piccola sfida. Una gara goliardica tra corsisti, 50 metri su acqua completamente ferma ma la vena competitiva si è già chiusa e do il meglio di me in forza, non avendo praticamente nessuna tecnica.
Ci dividiamo in piccoli gruppi in modo che gli istruttori riescano a seguirci meglio.
Impariamo pagaiata, pagaiata circolare, appoggio, traghetto, ingresso in corrente e ingresso in morta. Lentamente grazie agli esercizi prendo confidenza ma mi risulta tutto più difficile di quello che mi sarei aspettato, in fondo visti da fuori anche i kayaker estremi sembra che non
facciano nulla di chè.
Mi sento abbastanza sicuro e provo un traghetto dove la corrente è più forte, mi sbilancio eeeee sono in acqua; esco dalla canoa e un istruttore mi accompagna a riva.
Questo mi toglie anche gli ultimi dubbi. S”e finisci in acqua non succede nulla”.
Lezione finita ci offrono addirittura coca cola acqua e birra fresca e come se non bastasse ci invitano per una grigliata serale. Devo rifiutare a malincuore ma capisco che il gruppo è affiatato,
gli istruttori sono tutti simpatici e l’ambiente è molto rilassato. Ottimo.
Secondo giorno, partiamo da pochi metri dalla sede sul Naviglio.
L’acqua è abbondante, pulita e non pensavo potesse essere tanto piacevole pagaiare in un contesto in parte urbano.
Gli esercizi sono sempre gli stessi ma l’ambiente è nuovo e farsi trasportare dalla corrente non è affatto male, mi piace sempre di più questo corso. A metà del giro ci offrono addirittura una bibita in una villa sul Naviglio.
Tour finito ma una volta sbarcati ci dicono che chi vuole può provare un “imbarco svizzero” dal ponte ovvero saltare dal ponte dentro il fiume, sono circa tre metri. Ci un pò penso sù, massì facciamolo.
Non avevo nessuna aspettativa sul corso eppure mi ritrovo a pensarci tutta settimana, studio materiali, tecniche e video. La mia compagna Francesca comincia già a vedere in mè una piccola ossessione. Non so se mai praticherò questo sport dopo il corso ma per ora mi piace, molto e
anche a lei.
Nel secondo finesettimana di corso facciamo un lungo giro su Regresso e Ticino nell’omonimo parco.
Pagaiamo tra aironi, cormorani, anatre, cigni, trote e fiori sotto la superfice dell’acqua, facciamo continuamente esercizi anche sulla sicurezza, scendendo arriviamo a scoprire “Le Maldive” un angolo segreto di acqua cristallina circondata da finissima sabbia bianca, dove proviamo anche
l’eskimo una manovra che permette di raddrizzare la canoa, una volta sottosopra senza dover uscire da essa.
Il corso è finito ma la canoa mi piace, il gruppo anche, l’organizzazione è stata esemplare e sono grato a tutti per la disponibilità, mi invitano a partecipare agli allenamenti infrasettimanali e si parla della possibilità di un un giro in Val Sesia.
Il corso è stata una splendida esperienza, non so dove mi porterà ma sono curioso di scoprirlo.
< Riccardo >

by Hiroki

E’ stato bellissimo! Mi e’ piaciuto molto!
All’inizio era up po’ difficile d’andare direttamente avanti con pagaia ma dopo avere saputo come pagaiare non dimentichi mai! come la bicicletta!

Non vorrei finire il kayak solo questo corso. Cerco di participare ad allenamento di KTT

とても楽しくて、満足できました!
最初は慣れないパドルでまっすぐ進むのが難しかったですが、一度覚えてしまえば自転車をこぐのと同じで二度と忘れません!
このカヤックのコースだけで終わることがないように、KTTさんが行なっている練習に参加できるように頑張りたいと思います。

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