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| Raid M6 Sport colico |
| Scritto da Marcello | |||
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RAID M6 SPORT Colico Testo: Marcello Parmigiani Foto: Federica Friz www.m6-sport.com
Sono ancora stanco dai due giorni passati sul lago di Como dove ho partecipato in squadra con Cristiano Leccesi al mitico Raid M6 di Colico e ancora oggi ne sono esaltato !! esperienza davvero affascinante coinvolgente e gruppo strepitoso insomma da non perdere
Tutto inizia sabato mattina dove una sorridente Federica ci accoglie alle iscrizioni, e ci consegna i pettorali con la nostra mappa, iniziamo con il segnare i punti da trovare, le famose lanterne di orientamento, e fare un piano sul percorso che dovremo affrontare leggendo sulla mappa i sentieri percorribili le curve di livello e i punti per orientarsi , alle 13.00 parte la gara vera e propria sono 20 le lanterne da trovare su un territorio di collinette boschi impenetrabili (tranne per Jonni) torrentelli e pianure paludose rese cosi grazie anche alle copiose piogge del giorno precedente.
Le squadre partono distanziate di tre minuti in MTB, noi siamo i terzi allo start e dopo esser partiti a razzo subito sbagliamo andando lunghi sulla prima lanterna che si trova nella parte opposta del torrente Inganna .. già il nome doveva farci pensare … scendiamo di corsa a piedi e punzoniamo , dopo aver controllato la mappa saliamo su una collina seguendo una strada asfaltata alla ricerca della successiva, la 2° è indicata dietro un abitazione sembra facile ma arrivati non vediamo solo che rovi in cima ad una montagnetta di 30 metri, senza paura ci addentriamo nei rovi con i pantaloni corti ne usciremo completamente sfregiati ma vincitori scoprendo poi che dietro un sentiero lo raggiungeva comodamente, e poi via sulla 3 che troviamo immediatamente la 4 la abbandoniamo, troppo fuori mano per il nostro giro preprogrammato, scendiamo poi un sentiero pedonale a gradini in sella alle nostre bici e torniamo sulla pianura, qui incrociamo la squadra dei triatleti che puntano alla 6 punzoniamo, e via in un bel prato completamente allagato, saltiamo per inesperienza la 13, ci passiamo davanti e non la vediamo perché nascosta in una piccola grotta ci toccherà tornare poi per riprenderla, puntiamo diretti alla 16 e alla 19 che si trova aldilà della statale sulla riva destra del fiume Adda la successiva la troviamo nel bel mezzo del fiume su un isolotto, qui un canotto nascosto permette di arrivare a punzonare la lanterna, risaliamo poi la collina di Montecchio con bici a spalla in prossimità delle rovine di Forte Fuentes, (non sapevo nemmeno che la dominazione spagnola fosse passata di li ) troviamo le 4 lanterne e scendiamo velocemente la collina, puntiamo poi sulle altre in pianura ultima lanterna punzonata la 20 e poi di corsa lungo la spiaggia del lago, verso l’arrivo. Cena tutti insieme , una bella serata in compagnia a recuperare i sali minerali persi con le birre, e poi a nanna in tenda mentre Federica e Giovanni gli organizzatori sono nel bosco a piazzar lanterne per il giorno seguente, scopriremo poi fino alle 2 di notte . Alle 8,30 sveglia, la prima ardua prova è un test di logica che io e Cristiano superiamo in 10 minuti riuscendo a sbagliare tutte le risposte prendendo ben 25 minuti di penalità ….. lo abbiamo fatto di proposito per non penalizzare gli altri ….. , il secondo invece è la partenza della gara vera e propria consiste nel raggiungere a staffetta due boe in mezzo al lago con uno SUP, Stand up paddle nessuno di noi ha mai nemmeno provato, ma dopo un instabilità iniziale partiamo con vigorosi colpi di pagaia rigorosamente in piedi alla tavola da windsurf verso la boa, con un vento che increspa il lago e ci scarroccia a valle e mette in difficoltà i più. Qui dobbiamo recuperare due indizi scritti sulla boa e ritornare a riva, partiamo poi In canoa dove pensavamo di recuperare parecchio tempo essendo la nostra specialità, ma l’organizzazione sapendo siamo due canoisti ci assegna una bella chiatta da trasporto per lavori forzati biposto, con due vanghe come pagaia, riusciamo comunque a superare tre squadre e arriviamo dopo 5 chilometri circa al primo promontorio, sbarchiamo, e in corsa partiamo alla ricerca di una serie di lanterne, con una tecnica di orientamento ormai testata il giorno prima, non fatichiamo a trovarle su e giù tra le cime della penisola, l’ultima è ben nascosta in cima ad un albero caduto in un laghetto. Ripartiamo poi in navigazione verso la successiva che si trova sulla sponda del lago e si punzona direttamente in canoa scendiamo poi in una caletta e raggiungiamo a piedi il paesino di Olgiasca, la fatica inizia a farsi sentire e le salite son sempre più lunghe ma in breve tempo raggiungiamo le altre tre lanterne torniamo alla chiatta e la spingiamo a badilate fino all’abbazia di Piona entriamo nel giardino passando da una porticina che guarda sul lago e ci addentriamo nel parco , un simpatico frate ci spiega gentilmente che loro sono in stato di clausura e noi non dovremmo essere li, Cristiano però gli chiede se può aprirci il cancello per poter punzonare la lanterna che è stata posizionata esattamente fuori dal cancello, e se poi possiamo tornare sui nostri passi, dopo qualche borbottamento del frate ci viene concessa questa richiesta, e noi felici come una pasqua corriamo alla nostra imbarcazione Ultimi vaneggiamenti mentre spingiamo il nostro sit on top che sfida qualsiasi legge della idrodinamica e arriviamo stanchi ma felicissimi all’arrivo raggiungendo il quarto posto assoluto. Non avevo mai partecipato ad una gara orientamento strutturata in questo modo, e ritengo sia un ottima soluzione vi assicuro che è un esperienza da provare, in squadra si dividono le decisioni la stanchezza e gli errori tutto diventa un gioco avventura anche se si è solo a pochi chilometri da casa . Ancora i miei complimenti all’ ottima organizzazione Marcello
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