Sumatera 2011 di Marcello Parmigiani

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Sumatera 2011

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Indonesia la quarta nazione piu popolosa del mondo abitata da 240 milioni di persone – è un appassionante caleidoscopio che si sviluppa su una lunghezza di 5000km…. ammirate sumatra dall alto e osservate a bocca aperta i quasi 100 vulcani che si elevano in lontananza     … è con  questa prefazione che la lonely inizia la sua guida di oltre 1000 pagine su questo paese. Ebbene si quando parlavo con Lorenzo durante le nostre session di allenamento sul naviglio riguardo una meta dove cercare nuovi fiumi da discendere non immaginavo ad un isola cosi rigogliosa e estrema. Quanto possa offrire sumatra è superiore a qualsiasi aspettativa- non parlo solo del potenziale numero di fiumi che si possono trovare ma parlo del suo popolo della sua natura dei suoi animali.

31 dicembre La partenza è stata in grande stile da 5 persone iniziali ci siam trovati in ben 11 canoisti con 11 kayaks da imbarcare sul volo per Dubai della compagnia Emirates senza dubbio la miglior compagnia aerea ad oggi sul mercato. Dopo lo sbigottimento iniziale dell’hostess al check in sul carico da stivare tutto passa senza problemi in tutti i voli sia all’ andata che al ritorno.

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1 Gennaio un volo da jacarta con 5 ore di ritardo ci porta in una caldissima notte a Medan dove raggiungiamo  JJ.  nella sua  ghuesthouse che ci accoglie alle 4 di mattina dispiaciuto ma non sorpreso per il ritardo accumulato.

2 gennaio contatto via sms Jeksin +6281397280260 che ci trova in poco tempo un minibus e un truck per caricare noi e le canoe direzione Bingei  3 ore da Medan, dove ci aspetta joni al suo bingei  camp precedentemente contattato via mail che ci accompagna senza perder tempo, dopo circa un ora di sterrato all imbarco del primo fiume il Bingei attraversando campi di riso, palme da cocco alberi di durian

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Il fiume non ha molta acqua circa 10m3  ma per iniziare l’avventura canoistica indonesiana e testare il gruppo è l’ideale, nulla di difficile, emozionante sono i primi incontri con i bambini locali che vedono le canoe come un gioco e ci assalgono letteralmente per salire sui nostri kayaks, sorpresa uno slide artificiale di oltre 7 metri a circa metà fiume, lo sbarco è in prossimità del camp dovutamente attrezzato con tende ,dopo cena animiamo la serata tirando ossa di pollo in un laghetto, dove dei voracissimi pesci simili a phirana divorano tutto quello che gli lanciamo terminiamo poi a notte inoltrata a contrattare con jeksin la tariffa per il viaggio del giorno seguente sul fiume il Wampu che dista a 2 ore di strada asfaltata dal bingei e un’altra ora di sterrato dove solo un grosso truck per il trasporto dei datteri da olio di palma riesce a percorrere per via dello stato della strada che attraversa distese di palme da olio e si chiude in una fittissima jungla dove avvistiamo le prime scimmie che saltellano da un albero all altro e ci osservano indispettite .

3 gennaio Wampu, il tratto che dobbiamo percorrere è di circa 6 ore per via dei 30 km di fiume che scorre lento verso valle quindi non perdiamo tempo e prima di mezzogiorno siamo in acqua. La prima parte è in una maestosa gola dove il fiume scorre veloce e forma onde,in prossimità di un grosso masso in centro rapida un terribile odore di zolfo ci fa fermare e scopriamo una sorgente di acqua termale fumante e bollente, purtroppo per via del tempo ristretto non ci rimaniamo molto e proseguiamo la discesa fermandoci poi ad una cascata  avvistando qualche varano e anche un grosso serpente che nuota vicino riva, dopo alcune ore incontriamo i primi indigeni e Federica sfoggia il suo basha (la lingua locale) chiedendo quanto mancasse al ponte di Bukit lawang. Le viene risposto “satu  sebelas jam“ ma chi lo sa che cavolo  le avrà detto. Fatto sta che dopo un ora circa siamo allo sbarco dove ci aspettano puntuali i nostri autisti che ci accompagnano a cercare un posto per dormire in Bukit.

4 gennaio

Ci svegliamo presto per poter entrare nel parco nazionale di Gunung che dista un ora a piedi dal centro del paese, durante la notte un aquazzone ha mandato in piena il fiume Bohorok e siamo costretti ad attraversarlo utilizzando una piroga locale legata ad un cavo che ci traghetta da una sponda all’ altra. In questa parte di jungla è in atto un programma di tutela per gli orango che vivono allo stato selvatico e la mattina presto è possibile avvistarli quando i ranger del parco portano latte e banane all interno della jungla e richiamano i primati battendo con un sasso su una piattaforma di assi su di un albero. Normalmente si riescono a vedere da una distanza di una decina di metri ma noi siamo più fortunati e un giovane maschio curioso scende da un grosso albero e ci viene ad osservare da vicino io emozionato filmo tutto da vicinissimo , talmente vicino che allungo la mano per sfiorarlo e lui come fosse una persona stende la sua mano pelosa e mi stringe la mia come per salutarmi poi però inizia a tirarmi a se, io oppongo resistenza e lui con laltra mano mi afferra il braccio e inizia a tirare più forte e si porta le mie dite alla bocca, qui mi divincolo cavandomela con due graffietti .. ma che emozione ragazzi …. Rimaniamo ancora qualche minuto poi torniamo aldilà del fiume. Lungo il sentiero di ritorno avvistiamo un enorme varano lungo più di un metro quasi spaventoso ma appena ci vede fugge a nascondersi scomparendo nella fitta vegetazione . Visita alla bat-cave (la grotta dei pipistrelli) ed è già ora di caricare i mezzi e ripartire verso medan.

5 gennaio giornata intera di traferimento verso il fiume Asahan Bung Jhon ci viene a prendere con tre mezzi, due auto da sette posti  e un pickup per le canoe. Un viaggio infinito tra le tortuose e rovinatissme strade di sumatra dove la velocita non supera mai i 50kmh. In tarda serata arriviamo alla casa di Bung John.Chi si aspettava un lodge nella foresta rimane deluso questa è una topaia superlativa: non ci sono letti ma materassi umidi e sporchi e attraverso il tetto si possono scorgere le stelle, ma passato il ribrezzo iniziale ci adattiamo e dormiamo profondamente pronti per affrontare l’Asahan il giorno successivo.

6 gennaio ci sveglia un odore di riso fritto e nonsocosafritto che proviene dalla cucina sotto di noi facciamo colazione e con i mezzi a nostra dispozione saliamo all imbarco del tratto altissimo dove solo io andrea e max ci imbarchiamo, il fiume è fantastico; 120m cubi di acqua che scendono senza sosta tra ondoni buchi enormi in una pura e calda wild water, in meno di 40 minuti senza fare errori ma con qualche eskimo siamo al ponte del tratto intermedio dove ci aspettano gli altri che continuano con noi fino alla passerella dove dovrebbe iniziare il tratto facile secondo le indicazini dei locali. Quindi facciamo imbarcare le ragazze e qui succede di tutto: eskimi, bagni in un tratto che ha tutto fuor che di facile. Decidiamo quindi di interrompere la discesa e nell’ultimo km, cercando di portare a riva Fede, finisco in una rapida di 5++ a vista dove incontro un muro di 4 metri d’acqua che mi strappa letteralmente la pagaia e dopo diversi secondi di sballottamento mi schiaccia sul fondo e mi rilascia nel centro rapida. Eskimo con le mani e non ci credo, sono fuori , Fede nel frattempo si è fatta a nuoto questa pericolosa rapida ed è sana e salva J sorridente dall’altra parte della sponda. Nel frattempo gli altri che sono riusciti ad uscire prima sono dispersi nella giungla e lottano con le sanguisughe che li attaccano in ogni dove !! Ma tutto si conclude per il meglio e la sera davanti ad una birra indichiamo su una mappa di john le rapide non segnate.

7 gennaio alzandoci questa mattina la nostra stanza sembra una reggia anche con i soliti materassi bisunti e la voglia di tornare in acqua è tanta , non trovo nessuno che voglia fare il tratto altissimo tranne Alex, che si farebbe tutto a vista. Gli altri non se la sentono e quindi optiamo per un tratto ponte-ponte terminando la discesa a monte del passaggione che il giorno prima ho fatto involontariamente. Un fiume davvero incredibilmente bello ma dobbiamo partire. Per concludere il nostro giro passeremo per il maestoso lago toba torneremo a medan e un altro volo ci porterà nello spot per il surf piu famoso al mondo sullisola di nias dove lo tzunami è passato nel 2006 spazzando alcuni villaggi e facendo sparire completamente il turismo dall isola.

Sumatra un paese davvero ospitale con gente fantastica molto economico che val la pena di visitare .

Marcello

Partecipanti ; Lorenzo,Sabrina ;Max, Silvia,Alex ,Gorana , Federica, Stefano, Giorgio,Andrea

Testo Marcello Parmigiani Foto Sabrina, Federica , Marcello, Gorana

Alcune foto:

Un ringraziamento a Toto Triwindarto,  Gravità Zero Kayaks , Vibram Five Fingers , Dragorossi kayaks

Info utili

Jeksin +6281397280260

JJ ghuesthouse +62819820045

Bung john   BJ   +62

Altri report:

http://www.brianzatour.org/engine.php?page=report_detail&IDReport=11_NONNO_SUMATRA

http://www.m6-sport.com/wp/?p=496

http://gravitazerorider.blogspot.com/

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